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Alla rassegna possono partecipare registi, compagnie, giovani con un progetto teatrale, che desiderano fare parte della programmazione che stiamo preparando per la stagione presente e per la prossima. Per i progetti selezionati mettiamo a disposizione le nostre strutture per la loro realizzazione nonchè gli spazi necessari alle prove e alla messa in scena.

 
Teatro Studio Frigia Cinque
 
 Stagione teatrale 2018-2019
            
Aperto nel 2006 dalla compagnia di produzione Quinte di carta fondata nel 1998 da Stefano Fiorentino e Santino Preti, nasce dalla trasformazione di uno spazio ex- industriale, è alla sua tredicesima  stagione nonostante l’assenza
totale di aiuti finanziari, il Teatro Studio Frigia 5, si  propone a quel pubblico che non va a teatro per “vedere” solo i nomi noti prestati dalla televisione o i grandi “vecchi” della prosa.
Un luogo tipicamente “underground”, punto di riferimento di compagnie che hanno difficoltà a farsi conoscere  e
trovare ospitalità nei cartelloni degli altri teatri milanesi, la Sala Cinquanta può ospitare 40/50 spettatori, magari
qualcuno seduto sui cuscini, 
-la Sala Dodici con soli 12/22 posti aperta la scorsa stagione, il più piccolo teatro di Milano, adatta per mini spettacoli, audiodrammi, letture sceniche, prove aperte, rappresentazioni di testi di racconti brevi, Cechov, Carver, Hemingway,noir classici.
Teatro Studio Frigia 5  ospita una programmazione agile, che interessa le compagnie giovani, grazie all’essenzialità scenografica e alla scelta di privilegiare le rassegne (assurdo, noir, corti teatrali etc.), proprie di uno spazio alternativo.
Ha ospitato fino ad ora circa 150 compagnie con più di 200 spettacoli.
 
 
 Al termine dell’ultimo spettacolo è tradizione offrire agli spettatori un bicchiere di vino da sorbire in teatro o in terrazza insieme agli attori, autori, registi.
 
 
Ottobre
 
Sala dodici
Pietro Hasenmajer  
Il malloppo del dottor Divago,(dalle opere di Marcello Marchesi)
Adattamento , regia,  voce e pianoforte di Pietro Hasenmajer.Si fa prima a dire ciò che il milanese cresciuto a Roma MARCELLO MARCHESI (1912-1978) non ha fatto nella sua carriera, troncata purtroppo tragicamente: autore delle principali riviste di teatro leggero a cavallo della II guerra mondiale, a cui ha peraltro partecipato, poi di sceneggiature cinematografiche, varietà televisivi, romanzi e raccolte di poesie, è famoso soprattutto per essere autore di 4000 slogan pubblicitari tra i più celebri dell'era di "Carosello".Di questo mare magnum di produzione Pietro Hasenmajer, avvalendosi anche di una conoscenza personale di Marchesi negli anni giovanili, ha tentato una sintesi, unendo testi e poesie in un one man show multimediale, che evidenzia la capacità dell'Autore di infilare battute a raffica, ma fa anche trasparire il fondo amaro del suo umorismo: il senso di inadeguatezza rispetto all'avanzare dell'età ed al mutare del mondo moderno, i rapporti non sempre felici con le donne della sua vita. Ritratto di un uomo a tutto tondo, grande nella battuta come nello sberleffo e l'invettiva.
Autore di sceneggiature cinematografiche, varietà televisivi, romanzi e raccolte di poesie, è famoso per essere autore di 4000 slogan pubblicitari tra i più celebri dell'era di "Carosello". Ritratto di un uomo a tutto tondo, grande nella battuta come nello sberleffo e l'invettiva. Il tutto unito in un one man show multimediale
 
Novembre      
               Sala cinquanta                             
 
1,2,3ore 21.15  e 4 ore 16.15  
Persona Teatro
Infinita letizia della mente candida -Una favola per adulti 
Scritto e diretto da Roberta Arato e Aurora Sahatci
Con Roberta Arato, Aurora Sahatci, Monica Zipparri.
E per la prima volta sulla scena: Gualtiero la pentola a pressione, Terry la presina, Petrail mestolo, Hippie il trolley, Alvaro il tappeto, Tigerman le mutande da uomo, Tiresia il lenzuolo, Willy S. Il biglietto d’amore, Manfredi il libro sull’amore di Piero Angela, Piero il libro di Piero Angela su tutto, Venere il pianeta che si finge stella, Marte il pianeta scontroso, Brigitte la borsa con i cuori e Evelina la scopa elettrica.    
 
Sala cinquanta
 
8,9,10 ore 21.15  e dom. 11 ore 16.15
La Lanterna teatrale
      Malafemmina di Lodo Guenzi
Con Fabrizia Boffelli e Sophie Bonardi
Due donne raccontano sette donne. Cento. Mille. Donne dei tempi passati, presenti,futuri. La scena si svolge in un luogo atemporale, aspaziale. Solo cornici e cubi neri.Dove sono? Chi sono? Questa è la domanda che impera nello spettatore per tutta ladurata dello spettacolo. Le due si racconteranno attraverso le vicende di di Due donne storiche, icone come: Frida Kahlo, Marylin Monroe, Maria Callas, Sarah Kane,Simone de Beauvoir, Alda Merini, Amy Winehouse. L'atmosfera è leggera poi l'epilogo inaspettato.L’idea nasce da una necessità che da latente si è fatta sempre più insistente.Raccontare la donna, le donne, in tutte le loro forme. La donna eroica, baluardodell’emancipazione si sostituisce alla donna vulnerabile, pazza, incoerente. Lasuffragetta alla puttana. Perché per raccontare la nostra storia oggi dobbiamo togliere quella patina polverosa di retorica e sensi di colpa.Dobbiamo abbattere la barriera degli stereotipi di genere, dove per essere salvate dobbiamo essere venerate. Siamo persone. Non bambole di carta. E se per secoli abbiamo subito le pene dell’inferno oggi abbiamo il diritto di essere antipatiche e ordinare la cena in rosticceria se non sappiamo cucinare. Abbiamo il diritto di essere giudicate, questa è la nostra forza eroica, non avere più paura.
“Questo spettacolo non vuole essere tautologico, pedagogico, pedante, istruttivo,moralista, educativo, educato, retorico, eticamente corretto, democratico. Non ci interessa, il Teatro stesso non è interessato a questa forma di propaganda del bel pensiero. Va in contrasto coi i suoi principi più intimi, gli artisti non sono sofisti, sono uomini, affamati e feroci. Non vogliamo arrogarci quel famoso diritto di aver capito quel qualcosa in più, a volte non capiamo niente ma siamo curiosi e disperati. Tagliamo, vivisezioniamo, operiamo, suturiamo, ricuciamo le ferite del nostro tempo. La contemporaneità ha trattato la donna come un tema da trattare, un argomento di conversazione nei salotti delle pari opportunità, una questione spinosa da portare nei talk show, una locandina al circolino la domenica pomeriggio, un corso sull’autodifesa orientale, sulla diplomazia occidentale, sul “come puoi portare quel burka sulla faccia?” mediorientale. La violenza sulle donne, gli stereotipi di genere, le impari opportunità, sono storie di donne  del giorno in un’assemblea comunale. In Malafemmina la rabbia di un tempo e’ mitigata dalla leggerezza,la donna non è stigmatizzata da una parvenza placida.Si gioca il gioco della vita, come si può, a tentativi, riusciti e non. Questo spettacolo è un inno alla vita, un brindisi, e perché no un favvanculo. Fanculo. Noi siamo qui e stasera si ordina la pizza perché noi non abbiamo voglia di cucinare.”Raccontarsi attraverso donne epiche, icone, ci permette di scandagliare nel profondo l’animo della donna di ieri e di oggi, attraverso un archetipo immanente.
“In fondo il cuore della differenza sta sempre nei nostri corpi nudi. La, dove rimangono i complessi. Dove una donna deve essere attraente da vedere e un uomo forte da provare. Due complessi:immagine e prestazione. Amore e potere. Il motivo per cui Medea uccide i figli ed Edipo uccide il padre. Amore e potere. E una società
di uomini è quella in cui l’amore arriva sempre secondo.”
 
Sala cinquanta
 
17ore 21.15
Anna Giuliani
Operagreen  scritto e diretto da Anna Giuliani
con Anna Giuliani, Tiziana Fimiani, Mirko Panzeri,tecnico.
Piece Metateatrale con tematiche sui fiori
 
18 ore 16.15
                    Operagreen   film comico di 1 ora con  Anna Giuliani  e tecnico
Ecco i contenuti nel dettaglio dello spettacolo ''Operagreen'' in due parti: la prima e' uno spettacolo che ha come soggetto il regno vegetale quindi fiori e piante. La seconda parte e' un film con un monologo live in cui i soggetti sono quelli del regno animale: mucche, tori, vitelli, capre. Questo lavoro teatrale e' un working progress.
Nella prima parte , durata un'ora circa,  vediamo scorrere una dopo l'altra dieci piccoli quadri, stile giapponese, di vita quotidiana.. la vita dei fiori e piante che in simbiosi vivono con noi. Opera inedita, e' ispirato a Meuh!! di Zourab Kikodze' e Gaga Nakhoutsrichvili in lingua russa e francese, scritto per marionette.
In un allevamento di mucche , vacche, vitelli, capre, tori, la vita e' troppo complicata per animali che amano la liberta' e desiderano una vita migliore in cui poter pascolare in verdi spazi.Un giorno decidono tutti assieme di organizzare un viaggio per andare nelle bellissime montagne svizzere.I preparativi sono esilaranti  perche' fra l'altro l'allevamento e' sorvegliato 24 ore su 24 da soldati armati.Si susseguono una dopo l'altro le storie di Otello toro, Desdemona mucca,Ksenia mucca, ,Vertigo toro etc.Il lupo Giasone li aiutera' nell'impresa approfittando del momento di pausa dei soldati, unpo' alla Arsenio  Loupen, staccando la corrente del recinto e facendo in modo che la mandria possa attraversare il campo sotto le stelle..Quando si dice la liberta' non ha prezzo….
 
Sala Dodici
Novembre/Dicembre
 
30-1dicembre ore 21.15
Ginnungagap
Io Non Voglio Nessun Sepolcro
Di e con Paolo Spaziani
Regia di Letizia Corsini
E’ il principio kK (keine Kunst) cioè la nudità della scena, l’estrema naturalezza del play, la luce fissa, l’ombra come accadimento e non come messa in scena che si scontra con il così-e-non-altrimenti dello scritto, la poesia. Il teatro messo a repentaglio, innescato nella sua rovina, nelle sue più pericolose derive entropiche urta il testo, cioè la sua piena artificialità di oggetto d’arte, chiuso per sempre, perfetto nel suo sepolcro, nell’ipogeo terminato del segno. Il teatro s-termina, sterminati sono quei 40’ di semi-buio in cui il segno si emancipa, è solo voce o alea, ciò che esiste solo per finire, un già (in)finito in principio che urta il (de)finito per sempre, il segno (della fine). L’esito è incerto, armonia o caos, armonia/caos. KK.
              
            Sala cinquanta                      
 
Musica al Frigia a cura di Paros
 
20 dicembre ore 21.30
                                         Risultati immagini per paros meccanica trio
Paros Meccanica
Festa di Natale concerto
con Paola Atzeni voce e flauto, Rosella Cazzaniga chitarra,Alice Pizzi batteria e
Ospiti a sorpresa
con aperitivo e buffet ore 20.00
Concerto alle 21.30 con musiche festaiole e brindisi a fine  concerto 
 
Gennaio/Febbraio
                                         Sala cinquanta
 
31,1,2, 7,8,9 ore 21.15 e dom. 3, 10 ore 16.15
 
Quinte di carta presenta:

 

                                                 
Velvet, una specie di amore  regia di Santino Preti
con Santino Preti, e Aurora Sahatchi
Una storia appassionante, lui suona alla porta dopo quattro anni dicendole sono qui, sono io, e depositando i bagagli le dice che ha lasciato la moglie per tornare da lei ,Velvet. La vuole riconquistare ma lei lo respinge ed emergono segreti, problemi taciuti per troppo  tempo. La verità alla fine emergerà ma ci farà scoprire un mondo veramente speciale e inaspettato come la faccia nascosta della luna.
                                                                        
                                                                         Sala cinquanta
Musica al Frigia a cura di Paros
14 febbraio 2019 ore 21.15
Paros in love,l'amore la passione la musica e le parole

Paros, oltre a evocare la nota isola greca è anche l'acronimo dei nomi delle due musiciste che formano il duo, PAola e ROSella.Paola Atzeni, cantante e flautista e Rosella Cazzaniga, chitarrista, si conoscono da molti anni e hanno in comune una grande passione per la musica brasiliana, che le ha portate a formare il progetto PAROS, un duo impegnato nella continua ricerca di nuove sonorità per rivisitare e
riproporre le grandi canzoni di sempre della musica italiana e sudamericana.
Il vasto repertorio spazia da Battisti, Dalla, Vanoni, Mannoia, Mina, alle nuove generazioni di cantautori, Venuti, Barbieri, Tiromancino, passando per le atmosfere brasiliane di CaetanoVeloso, Chico Buarque, Tom Jobim, Djavan, che spesso hanno i nfluenzato anche la musica italiana.
Questa continua alternanza di ritmi e armonie rende lo stile del gruppo molto dinamico in cui si incontrano pop, rock, bossa nova, samba, bolero, miscelati con eleganza, raffinatezza e grinta.
 
Sala cinquanta
15 febbraio ore 21.15
Il viaggio di e con Mikel Hila, Carlo Tancredi e Lodovico Ronca
Tre amici, tre ragazzi che condividono la passione del teatro e che mettono il cuore in tutto quello che fanno, ecco cosa vuol dire Carl, Vik e Mike.
Quindi lasciatevi trasportare dal nostro appassionante e divertente viaggio condito da risate e sorrisi.
Signore e Signori in carrozza! Si parte!!
 Sala cinquanta
 
16 ore 21.15 dom. 17 ore 16.15
Compagnia due punto zero
                                               
 
Ines Plosa scritto e diretto da Fabio Margiotta
con Ilaria Castrì e Fabio Margiotta
Ines è una trentenne che vorrebbe essere una scrittrice.
Fa un lavoro che non sopporta e vive in un monolocale con l'anziano padre.
E' giovane e convinta di avere tutto il tempo per realizzarsi e sopporta routine e insoddisfazione, ma si mostra come persona pacata e gentile. Una mattina si accorge che le è spuntata la prima ruga e decide di dare una svolta alla propria vita.
Non trova il coraggio, e ottiene solo  una brutta febbre che le provoca di notte un terribile incubo. La mattina seguente, Ines esplode. Porta il padre in una casa di riposo. Cambia i propri ritmi quotidiani e parla senza filtri dicendo ciò che veramente pensa a chi le sta intorno.  Parla con le persone per strada, con il suo collega, con il suo capo, chiude i rapporti con l'amica e si dimette dal lavoro.
Ma quello che pare essere il cambiamento decisivo per la vita di Ines si rivelerà in realtà qualcos'altro…
 
Musica al Frigia a cura di Paros
21 febbraio 2019 ore 21.15
Duo Karo Ricetta Brasile

Un concerto con il sapore delle pietanze brasiliane
in un percorso che va dai canti degli schiavi ai compositori contemporanei.
con Karl Dos Santos voce e percussioni e Ros Cazzaniga chitarra e cavaco
Il progetto nasce da un’idea di Kal Dos Santos, percussionista nato a Salvador de Bahia e residente in Italia da 20 anni, con l'intento di diffondere la musica e la cultura afro-brasiliana nelle sue radici più profonde, sviluppando una originale rivisitazione dei brani degli autori più rinomati, tra cui, Antonio Carlos Jobim, Caetano Veloso, Carlinhos Brown, Edu Lobo, Gilberto Gil e tantissimi altri.
 
Musica al Frigia a cura di Paros
28 febbraio 2019  ore 21.15
Rosa dei venti duo
 
2009-2019 dieci anni di canzoni e poesie

QUANDO IL GIOCO SI FA DUO...

Susa Zamberlan e Simone del Baglivo si sono conosciuti nel 2008:un incontro di corde vocali e strumentali.
Da allora scoprono e rimescolano suoni, idiomi, ritmi, stili per dare voce a tanti modi di intendere la musica e la vita
a diverse latitudini e longitudini.Sul filo con duttore del viaggio.
Nel repertorio della Rosa dei Venti scorrono brani di Leonard Cohen, Goran Bregovic, Cesaria Evora, Domenico Modugno, Madeleyne Peyroux, Serge Gainsbourg, Mia Martini, Chuck Berry, Kurt Weill, Vinicio Capossela, Eliot Smith, Caetano Veloso, Martin Gore, Giorgio Gaber, Johnny Cash, Mercedes Sosa, Radiohead, Oi Vai Voi e tanti altri
reinterpretati e riarrangiati con spirito di volta in volta poetico, scherzoso, malinconico, irriverente, sornione, appassionato…Alle storie in musica si intrecciano brevi racconti sui luoghi e i modi in cui queste canzoni sono nate:
e tra ballate, blues, ragtime, rock e flamenco… …si fa il giro del mondo.
 
 
Marzo
                                                         Sala cinquanta
 
2 ore 21.15 e dom. 3 ore 16.15
La Lanterna Teatrale        
                                                                       
                                                                                                                                                     
19+1  inchiesta scritta da Patrizio Pacioni 
con Fabrizia Boffelli, Carlo Hasan e Lorenzo Trombini
19+1 racconta di uno dei drammi più cupi e misteriosi del dopoguerra italiano: nel marzo de 1962 la motonave Hedia con a bordo un equipaggio di 20 uomini (19 italiani e un gallese) scomparve letteralmente nel nulla nelle acque del Mediterraneo meridionale, al largo delle coste tunisine. Un velo di silenzio calo’ sulla vicenda, privando le famiglie degli scomparsi di ogni possibilità di conoscere la sorte dei propri cari. Menzogne, omissioni e depistaggi lasciarono nell’ombra le trame internazionali come la guerra in Algeria e il suo relativo traffico d’armi, la lotta per lo sfruttamento dei ricchi giacimenti petroliferi del nord Africa. Nel quadro si inseriscono le strategie commerciali di Enrico Mattei che, da lì a pochi mesi,sarebbe stato oggetto di un attentato. 19+1 nasce dall’incontro con Giusy Orofino, nipote del fuochista Giuseppe, uno degli sfortunati membri dell’equipaggio dell’Hedia. Il dramma vuole raccontare il dolore inconsolabile di chi, rimasto a casa, si vide negata, insieme alla conoscenza della verità, una tomba su cui sciogliere il proprio lutto. Di questa vicenda oggi rimane una cortina di fumo e i nomi degli sventurati naviganti.
 
                                                       Sala cinquanta 
 
7-8-9 ore 21.15 e dom. 10 ore 16.15
 
Claudia Fontana
 
                                                                    
                                
Io non faccio eccezione-Spettacolo di Teatro di Narrazione
Di , con e per la regia di Claudia Fontana
Ivana, la sua attitudine fin da bambina è quella di difendere, aggiustare le cose, il suo sogno è fare l’avvocato per poter, come si usa attualmente definire, mediare.
Riuscirà a perseguire il suo sogno e riuscirà a mediare nella sua anima?
Alle storie delle mamme in carcere, che ha incontrato nel suo percorso, e ai loro conflitti si sovrappone la sua personale storia e il suo personale conflitto perché … nessuno fa eccezione.

 

Aprile

Sala cinquanta 

Musica al Frigia a cura di Paros
 4 aprile 2019  ore 21.15
Concerto *
 
 Sala dodici
6 ore 21.15 e dom. 7 ore 16.15 
Trasfigura Teatro

Doppi Sensi-Il gioco delle parti

Con Alice Laspina e Federico Nava Regia Serena Gotti
Doppi sensi è uno spettacolo comico e grottesco che guarda al femminile e al maschile dal punto di vista più nascosto del nostro corpo: il pene e la vagina, innominati durante tutto lo spettacolo, pure presenze che nulla hanno a che vedere con la volgarità del linguaggio di cui spesso vengono fatti prigionieri.
I due protagonisti si ritrovano per caso e per necessità uniti in una battaglia corpo a corpo, giocata in casa, con qualcuno che da sempre li guarda dall'alto, giudicandoli e mascherandoli agli occhi del resto del mondo: il cervello. Un conflitto quotidiano senza nemici dichiarati o improbabili alleanze. Un gioco di potere tra le parti del corpo in cui, alla fine, ognuno potrà fare solo la sua parte.

 

11-12-13 ore 21.15 e 14 ore 16.15
VariaMente Teatro Mailò
                                                               
 
Non ricordo Drammaturgia di Antonella Marrone
Regia Maria Cutugno
con Rossella Bucci (voce fuori campo) Roberto Distano Antonella Marrone Cristina Sali
Cinquanta sono gli anni che sta per compiere Lorenzo. La sua compagna e sua figlia sono pronte per festeggiare ma Lorenzo dov’è?Qualcosa lo blocca e non gli permette di presentarsi per tempo, qualcosa lo blocca e lo cambia, cambia lui e inevitabilmente la sua famiglia.Cosa faresti se lui non riconoscesse più il tuo profumo, se lui non sapesse più tornare a casa e alla fine chi l’ha fatto il caffè?Questo progetto è una passeggiata nel salotto della mente di un uomo che non sa più.Un duro lavoro di memoria emotiva caratterizza il percorso e il processo creativo di questo progetto teatrale che VariaMente Teatro Mailò desidera proporre per la Stagione 2018/2019.Da una drammaturgia di Antonella Marrone, intensa e che spazia dal tragicomico al dramma a una regia dura ma poetica di Maria Cutugno, il lavoro si intreccia come in una matassa che solo alla fine svela “chi ha fatto il caffè “.
 
Musica al Frigia a cura di Paros
18 aprile 2019 ore 21.15 
Concerto *

  

Maggio 

                                                    Sala cinquanta
 
16,17-18 ore 21.15 e dom. 19 ore 16.15

Quinte di carta
Suite n.1601 regia di Santino Preti
Con Fabio Biffi, Mauro Negri e Santino Preti
L’azione si svolge tutta in una giornata all’interno della suite di un albergo nel Midwest. I protagonisti sono Larry venditore consumato , cinico,  e Phil, venditore scettico che ha visto di tutto due venditori di lubrificanti, che aspettano l’arrivo di un cliente importante, tale Dick Fuller, il quale potrebbe risolvere i problemi della loro società, permettendo ai due venditori, dopo anni e anni di grigia attività, di fare il salto di qualità. Con loro c’è Bob, un giovane ultimo arrivato con forti convinzioni morali e religiose e animato da una fervida fede religiosa, alla sua prima esperienza di vendita. In attesa dell’incontro, tra risa e discussioni battute brillanti e confessioni  a cuore aperto emergono contrasti generazionali e ideologici, che danno vita a uno spettacolo vero, crudo nel suo modo di delineare la realtà, disincantato, spietato nei suoi tratti malinconici quanto divertente nel presentare con schiettezza alcune delle piccolezze umane. Alla fine, il ‘pezzo da novanta’ arriva, ma solo  Bob saprà riconoscerlo.
 
 
Musica al Frigia a cura di Paros
23 maggio 2019 ore 21.15
Concerto *
 
Musica al Frigia a cura di Paros
30 maggio 2019 ore 21.15
Concerto *
 * da definire
 
 
Teatro Studio Frigia Cinque
 
 Stagione teatrale 2018-2019
            
Aperto nel 2006 dalla compagnia di produzione Quinte di carta fondata nel 1998 da Stefano Fiorentino e Santino Preti, nasce dalla trasformazione di uno spazio ex- industriale, è alla sua tredicesima  stagione nonostante l’assenza
totale di aiuti finanziari, il Teatro Studio Frigia 5, si  propone a quel pubblico che non va a teatro per “vedere” solo i nomi noti prestati dalla televisione o i grandi “vecchi” della prosa.
Un luogo tipicamente “underground”, punto di riferimento di compagnie che hanno difficoltà a farsi conoscere  e
trovare ospitalità nei cartelloni degli altri teatri milanesi, la Sala Cinquanta può ospitare 40/50 spettatori, magari
qualcuno seduto sui cuscini, 
-la Sala Dodici con soli 12/22 posti aperta la scorsa stagione, il più piccolo teatro di Milano, adatta per mini spettacoli, audiodrammi, letture sceniche, prove aperte, rappresentazioni di testi di racconti brevi, Cechov, Carver, Hemingway,noir classici.
Teatro Studio Frigia 5  ospita una programmazione agile, che interessa le compagnie giovani, grazie all’essenzialità scenografica e alla scelta di privilegiare le rassegne (assurdo, noir, corti teatrali etc.), proprie di uno spazio alternativo.
Ha ospitato fino ad ora circa 150 compagnie con più di 200 spettacoli.
 
 
 Al termine dell’ultimo spettacolo è tradizione offrire agli spettatori un bicchiere di vino da sorbire in teatro o in terrazza insieme agli attori, autori, registi.
 
Ottobre
 
Sala dodici
Pietro Hasenmajer  
Il malloppo del dottor Divago,(dalle opere di Marcello Marchesi)
Adattamento , regia,  voce e pianoforte di Pietro Hasenmajer.Si fa prima a dire ciò che il milanese cresciuto a Roma MARCELLO MARCHESI (1912-1978) non ha fatto nella sua carriera, troncata purtroppo tragicamente: autore delle principali riviste di teatro leggero a cavallo della II guerra mondiale, a cui ha peraltro partecipato, poi di sceneggiature cinematografiche, varietà televisivi, romanzi e raccolte di poesie, è famoso soprattutto per essere autore di 4000 slogan pubblicitari tra i più celebri dell'era di "Carosello".Di questo mare magnum di produzione Pietro Hasenmajer, avvalendosi anche di una conoscenza personale di Marchesi negli anni giovanili, ha tentato una sintesi, unendo testi e poesie in un one man show multimediale, che evidenzia la capacità dell'Autore di infilare battute a raffica, ma fa anche trasparire il fondo amaro del suo umorismo: il senso di inadeguatezza rispetto all'avanzare dell'età ed al mutare del mondo moderno, i rapporti non sempre felici con le donne della sua vita. Ritratto di un uomo a tutto tondo, grande nella battuta come nello sberleffo e l'invettiva.
Autore di sceneggiature cinematografiche, varietà televisivi, romanzi e raccolte di poesie, è famoso per essere autore di 4000 slogan pubblicitari tra i più celebri dell'era di "Carosello". Ritratto di un uomo a tutto tondo, grande nella battuta come nello sberleffo e l'invettiva. Il tutto unito in un one man show multimediale
 
Novembre                                   
 
1,2,3ore 21.15  e 4 ore 16.15  
Persona Teatro
Infinita letizia della mente candida -Una favola per adulti 
Scritto e diretto da Roberta Arato e Aurora Sahatci
Con Roberta Arato, Aurora Sahatci, Monica Zipparri.
E per la prima volta sulla scena: Gualtiero la pentola a pressione, Terry la presina, Petrail mestolo, Hippie il trolley, Alvaro il tappeto, Tigerman le mutande da uomo, Tiresia il lenzuolo, Willy S. Il biglietto d’amore, Manfredi il libro sull’amore di Piero Angela, Piero il libro di Piero Angela su tutto, Venere il pianeta che si finge stella, Marte il pianeta scontroso, Brigitte la borsa con i cuori e Evelina la scopa elettrica.    
 
8,9,10 ore 21.15  e dom. 11 ore 16.15
La Lanterna teatrale
Malafemmina di Lodo Guenzi
Con Fabrizia Boffelli e Sophie Bonardi
Due donne raccontano sette donne. Cento. Mille. Donne dei tempi passati, presenti,futuri. La scena si svolge in un luogo atemporale, aspaziale. Solo cornici e cubi neri.Dove sono? Chi sono? Questa è la domanda che impera nello spettatore per tutta ladurata dello spettacolo. Le due si racconteranno attraverso le vicende di di Due donne storiche, icone come: Frida Kahlo, Marylin Monroe, Maria Callas, Sarah Kane,Simone de Beauvoir, Alda Merini, Amy Winehouse. L'atmosfera è leggera poi l'epilogo inaspettato.L’idea nasce da una necessità che da latente si è fatta sempre più insistente.Raccontare la donna, le donne, in tutte le loro forme. La donna eroica, baluardodell’emancipazione si sostituisce alla donna vulnerabile, pazza, incoerente. Lasuffragetta alla puttana. Perché per raccontare la nostra storia oggi dobbiamo togliere quella patina polverosa di retorica e sensi di colpa.Dobbiamo abbattere la barriera degli stereotipi di genere, dove per essere salvate dobbiamo essere venerate. Siamo persone. Non bambole di carta. E se per secoli abbiamo subito le pene dell’inferno oggi abbiamo il diritto di essere antipatiche e ordinare la cena in rosticceria se non sappiamo cucinare. Abbiamo il diritto di essere giudicate, questa è la nostra forza eroica, non avere più paura.
“Questo spettacolo non vuole essere tautologico, pedagogico, pedante, istruttivo,moralista, educativo, educato, retorico, eticamente corretto, democratico. Non ci interessa, il Teatro stesso non è interessato a questa forma di propaganda del bel pensiero. Va in contrasto coi i suoi principi più intimi, gli artisti non sono sofisti, sono uomini, affamati e feroci. Non vogliamo arrogarci quel famoso diritto di aver capito quel qualcosa in più, a volte non capiamo niente ma siamo curiosi e disperati. Tagliamo, vivisezioniamo, operiamo, suturiamo, ricuciamo le ferite del nostro tempo. La contemporaneità ha trattato la donna come un tema da trattare, un argomento di conversazione nei salotti delle pari opportunità, una questione spinosa da portare nei talk show, una locandina al circolino la domenica pomeriggio, un corso sull’autodifesa orientale, sulla diplomazia occidentale, sul “come puoi portare quel burka sulla faccia?” mediorientale. La violenza sulle donne, gli stereotipi di genere, le impari opportunità, sono storie di donne  del giorno in un’assemblea comunale. In Malafemmina la rabbia di un tempo e’ mitigata dalla leggerezza,la donna non è stigmatizzata da una parvenza placida.Si gioca il gioco della vita, come si può, a tentativi, riusciti e non. Questo spettacolo è un inno alla vita, un brindisi, e perché no un favvanculo. Fanculo. Noi siamo qui e stasera si ordina la pizza perché noi non abbiamo voglia di cucinare.”Raccontarsi attraverso donne epiche, icone, ci permette di scandagliare nel profondo l’animo della donna di ieri e di oggi, attraverso un archetipo immanente.
“In fondo il cuore della differenza sta sempre nei nostri corpi nudi. La, dove rimangono i complessi. Dove una donna deve essere attraente da vedere e un uomo forte da provare. Due complessi:immagine e prestazione. Amore e potere. Il motivo per cui Medea uccide i figli ed Edipo uccide il padre. Amore e potere. E una società
di uomini è quella in cui l’amore arriva sempre secondo.”
 
17ore 21.15
Anna Giuliani
Operagreen  scritto e diretto da Anna Giuliani
con Anna Giuliani, Tiziana Fimiani, Mirko Panzeri,tecnico.
Piece Metateatrale con tematiche sui fiori
 
18 ore 16.15
Operagreen   film comico di 1 ora con  Anna Giuliani  e tecnico
Ecco i contenuti nel dettaglio dello spettacolo ''Operagreen'' in due parti: la prima e' uno spettacolo che ha come soggetto il regno vegetale quindi fiori e piante. La seconda parte e' un film con un monologo live in cui i soggetti sono quelli del regno animale: mucche, tori, vitelli, capre. Questo lavoro teatrale e' un working progress.
Nella prima parte , durata un'ora circa,  vediamo scorrere una dopo l'altra dieci piccoli quadri, stile giapponese, di vita quotidiana.. la vita dei fiori e piante che in simbiosi vivono con noi. Opera inedita, e' ispirato a Meuh!! di Zourab Kikodze' e Gaga Nakhoutsrichvili in lingua russa e francese, scritto per marionette.
In un allevamento di mucche , vacche, vitelli, capre, tori, la vita e' troppo complicata per animali che amano la liberta' e desiderano una vita migliore in cui poter pascolare in verdi spazi.Un giorno decidono tutti assieme di organizzare un viaggio per andare nelle bellissime montagne svizzere.I preparativi sono esilaranti  perche' fra l'altro l'allevamento e' sorvegliato 24 ore su 24 da soldati armati.Si susseguono una dopo l'altro le storie di Otello toro, Desdemona mucca,Ksenia mucca, ,Vertigo toro etc.Il lupo Giasone li aiutera' nell'impresa approfittando del momento di pausa dei soldati, unpo' alla Arsenio  Loupen, staccando la corrente del recinto e facendo in modo che la mandria possa attraversare il campo sotto le stelle..Quando si dice la liberta' non ha prezzo….
 
Sala Dodici
Novembre/Dicembre
 
30-1dicembre ore 21.15
Ginnungagap
Io Non Voglio Nessun Sepolcro
Di e con Paolo Spaziani
Regia di Letizia Corsini
E’ il principio kK (keine Kunst) cioè la nudità della scena, l’estrema naturalezza del play, la luce fissa, l’ombra come accadimento e non come messa in scena che si scontra con il così-e-non-altrimenti dello scritto, la poesia. Il teatro messo a repentaglio, innescato nella sua rovina, nelle sue più pericolose derive entropiche urta il testo, cioè la sua piena artificialità di oggetto d’arte, chiuso per sempre, perfetto nel suo sepolcro, nell’ipogeo terminato del segno. Il teatro s-termina, sterminati sono quei 40’ di semi-buio in cui il segno si emancipa, è solo voce o alea, ciò che esiste solo per finire, un già (in)finito in principio che urta il (de)finito per sempre, il segno (della fine). L’esito è incerto, armonia o caos, armonia/caos. KK.
              
Sala cinquanta                      
 
Musica al Frigia a cura di Paros
 
20 dicembre ore 21.30
                                         Risultati immagini per paros meccanica trio
Paros Meccanica
Festa di Natale concerto
con Paola Atzeni voce e flauto, Rosella Cazzaniga chitarra,Alice Pizzi batteria e
Ospiti a sorpresa
con aperitivo e buffet ore 20.00
Concerto alle 21.30 con musiche festaiole e brindisi a fine  concerto 
 
Gennaio/Febbraio
                                         Sala cinquanta
 
31,1,2, 7,8,9 ore 21.15 e dom. 3, 10 ore 16.15
Quinte di carta
                                                 
Velvet, una specie di amore  regia di Santino Preti
con Santino Preti, e Aurora Sahatchi
Una storia appassionante, lui suona alla porta dopo quattro anni dicendole sono qui, sono io, e depositando i bagagli le dice che ha lasciato la moglie per tornare da lei ,Velvet. La vuole riconquistare ma lei lo respinge ed emergono segreti, problemi taciuti per troppo  tempo. La verità alla fine emergerà ma ci farà scoprire un mondo veramente speciale e inaspettato come la faccia nascosta della luna.
                                                                        
                                                                         Sala cinquanta
Musica al Frigia a cura di Paros
14 febbraio 2019 ore 21.15
Paros in love. Con ospite a sorpresa
 
 
16 ore 21.15 dom. 17 ore 16.15
Compagnia due punto zero
                                                          
 
Ines Plosa scritto e diretto da Fabio Margiotta
con Ilaria Castrì e Fabio Margiotta
Ines è una trentenne che vorrebbe essere una scrittrice.
Fa un lavoro che non sopporta e vive in un monolocale con l'anziano padre.
E' giovane e convinta di avere tutto il tempo per realizzarsi e sopporta routine e insoddisfazione, ma si mostra come persona pacata e gentile. Una mattina si accorge che le è spuntata la prima ruga e decide di dare una svolta alla propria vita.
Non trova il coraggio, e ottiene solo  una brutta febbre che le provoca di notte un terribile incubo. La mattina seguente, Ines esplode. Porta il padre in una casa di riposo. Cambia i propri ritmi quotidiani e parla senza filtri dicendo ciò che veramente pensa a chi le sta intorno.  Parla con le persone per strada, con il suo collega, con il suo capo, chiude i rapporti con l'amica e si dimette dal lavoro.
Ma quello che pare essere il cambiamento decisivo per la vita di Ines si rivelerà in realtà qualcos'altro…
 
Musica al Frigia a cura di Paros
21 febbraio 2019 ore 21.15
Concerto *
 
22,23 ore 21.15 e dom. 24 ore 16.15
Galimberti e gli Stramilano
 
Musica al Frigia a cura di Paros
28 febbraio 2019  ore 21.15
Concerto *-
 
 
 
Marzo
                                                         Sala cinquanta
 
2 ore 21.15 e dom. 3 ore 16.15
La Lanterna Teatrale        
                                                                       
                                                                                                                                                     
19+1  inchiesta scritta da Patrizio Pacioni 
con Fabrizia Boffelli, Carlo Hasan e Lorenzo Trombini
19+1 racconta di uno dei drammi più cupi e misteriosi del dopoguerra italiano: nel marzo de 1962 la motonave Hedia con a bordo un equipaggio di 20 uomini (19 italiani e un gallese) scomparve letteralmente nel nulla nelle acque del Mediterraneo meridionale, al largo delle coste tunisine. Un velo di silenzio calo’ sulla vicenda, privando le famiglie degli scomparsi di ogni possibilità di conoscere la sorte dei propri cari. Menzogne, omissioni e depistaggi lasciarono nell’ombra le trame internazionali come la guerra in Algeria e il suo relativo traffico d’armi, la lotta per lo sfruttamento dei ricchi giacimenti petroliferi del nord Africa. Nel quadro si inseriscono le strategie commerciali di Enrico Mattei che, da lì a pochi mesi,sarebbe stato oggetto di un attentato. 19+1 nasce dall’incontro con Giusy Orofino, nipote del fuochista Giuseppe, uno degli sfortunati membri dell’equipaggio dell’Hedia. Il dramma vuole raccontare il dolore inconsolabile di chi, rimasto a casa, si vide negata, insieme alla conoscenza della verità, una tomba su cui sciogliere il proprio lutto. Di questa vicenda oggi rimane una cortina di fumo e i nomi degli sventurati naviganti.
 
                                                       Sala cinquanta 
 
7-8-9 ore 21.15 e dom. 10 ore 16.15
 
Claudia Fontana
 
                                                                    
                                
Io non faccio eccezione-Spettacolo di Teatro di Narrazione
Di , con e per la regia di Claudia Fontana
Ivana, la sua attitudine fin da bambina è quella di difendere, aggiustare le cose, il suo sogno è fare l’avvocato per poter, come si usa attualmente definire, mediare.
Riuscirà a perseguire il suo sogno e riuscirà a mediare nella sua anima?
Alle storie delle mamme in carcere, che ha incontrato nel suo percorso, e ai loro conflitti si sovrappone la sua personale storia e il suo personale conflitto perché … nessuno fa eccezione.

 

Aprile

Sala cinquanta 

Musica al Frigia a cura di Paros
 4 aprile 2019  ore 21.15
Concerto *
 
 Sala dodici
6 ore 21.15 e dom. 7 ore 16.15 
Trasfigura Teatro

Doppi Sensi-Il gioco delle parti

Con Alice Laspina e Federico Nava Regia Serena Gotti
Doppi sensi è uno spettacolo comico e grottesco che guarda al femminile e al maschile dal punto di vista più nascosto del nostro corpo: il pene e la vagina, innominati durante tutto lo spettacolo, pure presenze che nulla hanno a che vedere con la volgarità del linguaggio di cui spesso vengono fatti prigionieri.
I due protagonisti si ritrovano per caso e per necessità uniti in una battaglia corpo a corpo, giocata in casa, con qualcuno che da sempre li guarda dall'alto, giudicandoli e mascherandoli agli occhi del resto del mondo: il cervello. Un conflitto quotidiano senza nemici dichiarati o improbabili alleanze. Un gioco di potere tra le parti del corpo in cui, alla fine, ognuno potrà fare solo la sua parte.

 

11-12-13 ore 21.15 e 14 ore 16.15
VariaMente Teatro Mailò
                                                               
 
Non ricordo Drammaturgia di Antonella Marrone
Regia Maria Cutugno
con Rossella Bucci (voce fuori campo) Roberto Distano Antonella Marrone Cristina Sali
Cinquanta sono gli anni che sta per compiere Lorenzo. La sua compagna e sua figlia sono pronte per festeggiare ma Lorenzo dov’è?Qualcosa lo blocca e non gli permette di presentarsi per tempo, qualcosa lo blocca e lo cambia, cambia lui e inevitabilmente la sua famiglia.Cosa faresti se lui non riconoscesse più il tuo profumo, se lui non sapesse più tornare a casa e alla fine chi l’ha fatto il caffè?Questo progetto è una passeggiata nel salotto della mente di un uomo che non sa più.Un duro lavoro di memoria emotiva caratterizza il percorso e il processo creativo di questo progetto teatrale che VariaMente Teatro Mailò desidera proporre per la Stagione 2018/2019.Da una drammaturgia di Antonella Marrone, intensa e che spazia dal tragicomico al dramma a una regia dura ma poetica di Maria Cutugno, il lavoro si intreccia come in una matassa che solo alla fine svela “chi ha fatto il caffè “.
 
Musica al Frigia a cura di Paros
18 aprile 2019 ore 21.15 
Concerto *

  

Maggio 

                                                    Sala cinquanta
 
16,17-18 ore 21.15 e dom. 19 ore 16.15

Quinte di carta
Suite n.1601 regia di Santino Preti
Con Fabio Biffi, Mauro Negri e Santino Preti
L’azione si svolge tutta in una giornata all’interno della suite di un albergo nel Midwest. I protagonisti sono Larry venditore consumato , cinico,  e Phil, venditore scettico che ha visto di tutto due venditori di lubrificanti, che aspettano l’arrivo di un cliente importante, tale Dick Fuller, il quale potrebbe risolvere i problemi della loro società, permettendo ai due venditori, dopo anni e anni di grigia attività, di fare il salto di qualità. Con loro c’è Bob, un giovane ultimo arrivato con forti convinzioni morali e religiose e animato da una fervida fede religiosa, alla sua prima esperienza di vendita. In attesa dell’incontro, tra risa e discussioni battute brillanti e confessioni  a cuore aperto emergono contrasti generazionali e ideologici, che danno vita a uno spettacolo vero, crudo nel suo modo di delineare la realtà, disincantato, spietato nei suoi tratti malinconici quanto divertente nel presentare con schiettezza alcune delle piccolezze umane. Alla fine, il ‘pezzo da novanta’ arriva, ma solo  Bob saprà riconoscerlo.
 
 
Musica al Frigia a cura di Paros
23 maggio 2019 ore 21.15
Concerto *
 
Musica al Frigia a cura di Paros
30 maggio 2019 ore 21.15
Concerto *
 * da definire
 
 
   
 
Sede legale:
via Visconti d’ Aragona, 24
20133 Milano

Sede operativa:
via Frigia 5 - 20126 Milano - Italy
(MM Precotto 1, bus 44, 7, 85, 86)
tel/sms 348/2903851 — 392/5191682

Contatti:
info@quintedicarta.it
studiofrigia5@gmail.com
 
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