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Alla rassegna possono partecipare registi, compagnie, giovani con un progetto teatrale, che desiderano fare parte della programmazione che stiamo preparando per la stagione presente e per la prossima. Per i progetti selezionati mettiamo a disposizione le nostre strutture per la loro realizzazione nonchè gli spazi necessari alle prove e alla messa in scena.

Teatro Studio Frigia Cinque
 
 Stagione teatrale 2017-2018
 
Aperto nel 2006 dalla compagnia di produzione Quinte di carta fondata nel 1998 da Stefano Fiorentino e SantinoPreti, nasce dalla trasformazione di uno spazio ex- industriale, è alla sua dodicesima stagione nonostante l’assenza
totale di aiuti finanziari, il Teatro Studio Frigia 5, si  propone a quel pubblico che non va a teatro per “vedere” solo i
nomi noti prestati dalla televisione o i grandi “vecchi” della prosa.
 
Un luogo tipicamente “underground”, punto di riferimento di compagnie che hanno difficoltà a farsi conoscere  e
trovare ospitalità nei cartelloni degli altri teatri milanesi, la Sala Cinquanta può ospitare 40/50 spettatori, magari
qualcuno seduto sui cuscini, 
 
-la Sala Dodici con soli 12/22 posti aperta la scorsa stagione, il più piccolo teatro di Milano, adatta per mini spettacoli, audiodrammi, letture sceniche, prove aperte, rappresentazioni di testi di racconti brevi, Cechov, Carver, Hemingway,noir classici.
Teatro Studio Frigia 5  ospita una programmazione agile, che interessa le compagnie giovani, grazie all’essenzialità scenografica e alla scelta di privilegiare le rassegne (assurdo, noir, corti teatrali etc.), proprie di uno spazio alternativo.
Ha ospitato fino ad ora circa 150 compagnie con più di 200 spettacoli.
 
 
 Al termine dell’ultimo spettacolo è tradizione offrire agli spettatori un bicchiere di vino da sorbire in teatro o in terrazza insieme agli attori, autori, registi.
                                                            
Ottobre

 Sala dodici

12-13  ore 21.15 

Hasenmajer  

Il malloppo del dottor Divago,(dalle opere di Marcello Marchesi)

Adattamento , regia,  voce e pianoforte di Pietro Hasenmajer

Si fa prima a dire ciò che il milanese cresciuto a Roma MARCELLO MARCHESI (1912-1978) non ha fatto nella sua carriera, troncata purtroppo tragicamente: autore delle principali riviste di teatro leggero a cavallo della II guerra mondiale, a cui ha peraltro partecipato, poi di sceneggiature cinematografiche, varietà televisivi, romanzi e raccolte di poesie, è famoso soprattutto per essere autore di 4000 slogan pubblicitari tra i più celebri dell'era di "Carosello".Di questo mare magnum di produzione Pietro Hasenmajer, avvalendosi anche di una conoscenza personale di Marchesi negli anni giovanili, ha tentato una sintesi, unendo testi e poesie in un one man show multimediale, che evidenzia la capacità dell'Autore di infilare battute a raffica, ma fa anche trasparire il fondo amaro del suo umorismo: il senso di inadeguatezza rispetto all'avanzare dell'età ed al mutare del mondo moderno, i rapporti non sempre felici con le donne della sua vita. Ritratto di un uomo a tutto tondo, grande nella battuta come nello sberleffo e l'invettiva.

Autore di sceneggiature cinematografiche, varietà televisivi, romanzi e raccolte di poesie, è famoso per essere autore di 4000 slogan pubblicitari tra i più celebri dell'era di "Carosello". Ritratto di un uomo a tutto tondo, grande nella battuta come nello sberleffo e l'invettiva. Il tutto unito in un one man show multimediale.

 

 

Sala cinquanta
12,13,14 ore 21.15 e dom. 15 ore 16.15

AnomAlia

Figlie uniche - frammenti famigliari Scritto e diretto da Gaia Magni
Con Gaia Magni e Meredith Airò Farulla
Figlie Uniche è una storia semplice, una storia crudele, una storia vera. E’ un viaggio tra i frammenti di una famiglia. E’ il ricordo di un’infanzia fatta di giochi e gelosie. E’ l’eccitazione della prima sigaretta, della prima promessa, della prima volta. E’ il dolore dell’ultima volta. E’ l’odore di fiori calpestati. E’ una lacrima trattenuta e una risata amara. E’ una ricerca d’amore che non si placa.
Due sorelle. Due amiche un tempo. Due estranee oggi. Due vite diverse, forse inconciliabili. Due caratteri forti, forse incompatibili. Allora cosa possono avere in comune un appartamento in città e una casa in campagna, un visino truccato e un capello arruffato, uno smalto rosso e una fede al dito? Un giuramento. “Giura che ci pareremo sempre il culo”-“Giuro. Tu?”-“Giuro”
Allora erano due ragazzine. Oggi sono due donne. Le cose col tempo cambiano. E le persone?
Quanto può valere un giuramento tra sorelle? Quanto ti può ferire chi di te conosce tutto? Quanto puoi lottare per non
essere dimenticato? E in quei momenti in cui avresti solo bisogno di una carezza, quanto sei disposto a dimenticare per essere amato?
 
 

Sala cinquanta

 
26-27-28 ore 21.15 e dom. 29 ore 16.15

Le Levissime

Le vere donne si trovano in I° classe

Di e regia di Cosimo Argentina

con Rita Troiani, Stella Marcantoni, Rossella Radice, Tiziana Russo, Teresa Quercia, Giuliana Biella, Rosy Schipani, Loredana Pirola

Ci sono quattro donne manager che lavorano in importanti compagnie. Per via di un errore del database ministeriale non risulta la loro frequenza alle elementari. Le quattro manager si presentano agli uffici di una scuola elementare per la formalità di convalidare la loro posizione, ma si ritroveranno in una classe con una maestra folle. Alla fine le quattro donne si adegueranno perché ciò che siamo non può prescindere da quello che siamo stati. Dentro di noi resiste un nucleo fanciullesco che nemmeno tutti i titoli del mondo possono azzerare. E che emerge quando meno ce lo aspettiamo.

 

 

 Novembre                                

Sala dodici   
 
      

11 ore 21.15  e dom. 12 ore 16.15 e ore 21.15

Girodivite
B&B regia di Matteo Tibiletti
Con Emanuela Legno (Bernie), Fabrizio Valezano (Stefano), Lia Locatelli (Bianca),
Matteo Tibiletti (Teddy)
Bernie e Bianca, sorelle dal passato tormentato e violento: l’una perseguitata dall’ex marito, l’altra reduce da abusi fisici e psicologici. Da sole gestiscono un modesto bed & breakfast ereditato dai genitori nei pressi di un'anonima località di mare.
Un giorno irrompe nella loro vita Stefano, un uomo affascinante e molto invadente.Tutto scivola ancor più nel grottesco al sopraggiungere del fratello di Stefano,Teddy: un uomo in stato vegetativo, ridotto su di una sedia a rotelle dopo un brutto incidente stradale. Le esistenze di quattro personaggi ai margini della società si incrociano creando una strana miscela di emozioni che viaggiano costantemente sul filo dell'assurdo e del thriller psicologico.
Voice over: Ilaria Egitto, Stefania Rusconi, Gianluca Iacono
Scene: Sara Cremona
Trucco: Veronica Braghin
Drammaturgia e regia: Matteo Tibiletti

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Sala dodici

24, 25 ore 21.15

Juka eventi

Signorì, una storia quasi d’amore di Giulia Conte e Gerardo Sanvito

regia di Massimiliano Rossi e con Giulia Conte

L’idea è quella di raccontare una storia di solitudine, di quelle solitudini che non fanno rumore e delle quali nessuno si accorge, ma che esistono e che sentiremmo gridare forte tutto il loro dolore se solo ci fermassimo ad ascoltare. Dalla panchina di un parco pubblico una donna fuori dal tempo guarda la vita, ma la guarda soltanto, come dice lei stessa. L’inadeguatezza nel confronto con il prossimo troppo preso a cercare in superficie e troppo distratto dalla forma, la rende fin da bambina impossibilitata a cercare di crearsi una vita, e così passa le giornate a guardare quella degli altri.

L’incontro con la “signorì” che si è seduta sulla “sua” panchina mette in moto una serie di ricordi, che fino a quel momento erano stati gelosamente custoditi, ma che decide di tirare fuori perché siano d’esempio di vita per la giovane sconosciuta. Il ricordo della nonna >premurosa, la scoperta di non avere la bellezza, la fabbrica di biciclette, l’incontro con ciò che immaginava come amore e la scelta quasi inconscia di rimanere immobile ad aspettare che la vita passi.

“Una storia quasi d’amore” è la storia di tutti gli invisibili, di tutti quelli che non hanno potuto scegliere e di quelli che hanno avuto paura di scegliere di vivere. È bello pensare che ci sia qualcuno che si fermi a pensare a loro…

 

 

 

 

 

Novembre/Dicembre

Sala cinquanta

 
30,1-2ore 21.15
Associazione culturale ICON 
Heartbreak la cosa vera drammaturgia di Eleonora Bagarotti e messa in scena di Carolina Migli
Con  Eleonora Bagarotti,  Maria Paola Biasotti, Liliana Palumbo, Nando Rabaglia, Giovanni Rosa.
Il testo, che prende spunto dalla commedia inglese di Stoppard “ The real thing” ha due livelli: il primo che tratta dell’amore e del tradimento,il secondo si incentra sul valore della scrittura.
Questi due binari si intersecano sul palcoscenico attraverso le vite dei protagonisti: un famoso drammaturgo  con moglie e amante entrambe attrici , sua figlia e gli altri due attori, anch’essi mariti e amanti di attrici, “cornuti e mazziati”.
I nostri eroi  - amare è un atto eroico- si  barcameneranno tra relazioni fedifraghe e nuovi improbabili accoppiamenti per poi capire che ci vuole più coraggio ad amare l’altro “quando si trova al suo peggio e non al suo meglio”. Il protagonista, proprio attraverso le sue relazioni spinose con attrici che salgono e scendono dal palcoscenico ed entrano ed escono dai loro personaggi si interrogherà sul valore del suo lavoro e sulla missione della scrittura.
La metà teatralità  del lavoro fa sì che la pièce abbia molti momenti di teatro nel teatro, le scene descrivono anche i lati più difficili del lavoro dell’attore: la ricerca del lavoro, le audizioni, la precarietà  del mondo del teatro.
Buon divertimento ai cuori spezzati e ai pochi cuori interi.
 

 

 

   Gennaio

 Sala cinquanta

 
18,19,20 ore 21.15 e 21 ore 16.15     
25,26,27 ore 21.15 e 28 ore 16.15

Quinte di carta e Studio Empact
Remember! regia di Stefano Mariaelio

con Stefano Fiorentino e Santino Preti

Zev Gutman è un anziano ebreo affetto da demenza senile che vive in un ospizio insieme al suo amico Max. Un giorno Max convince Zev a partire alla ricerca del nazista responsabile dell'uccisione delle loro famiglie, Otto Valish, ad Auschwitz in quanto è l'unico che potrebbe riconoscerne il volto ed aveva promesso di vendicarsi dopo la morte della moglie, Ruth; l'uomo vive in America sotto il falso nome di Rudy Kurlander. Nella sua ricerca Zev incontra diversi uomini con lo stesso nome, per la precisione altri tre. Unico aiuto alla sua memoria che svanisce è la lettera dell'amico che legge e rilegge e che lo guida, come un automa a compiere la vendetta.
Il primo Rudy Kurlander in realtà è un soldato tedesco che ha operato in Nord Africa con  Rommel. Il secondo Rudy Kurlander si rivela essere stato nei campi di concentramento perché omosessuale. Quando Zev va a cercare il terzo Rudy Kurlander alla fine trova solo il figlio della persona che cercava, John Kurlander, e i ricordi lasciati dal padre di questi. Ritrova così tutti i segni dell'ideologia nazista estrema e riferimenti alla Notte dei cristalli, ma non la persona che stava cercando in quanto aveva solo un ruolo irrilevante all'epoca e non poteva essere l'assassino della sua famiglia, anche se i semi dell'antisemitismo si erano ben radicati in John Kurlander. Alla fine Zev ritrova Rudy Kurlander ma scopre una verità inattesa rivelando la vera identità di Otto Valish.
 

Febbraio

 Sala cinquanta

 
 1,2-3 ore 21.15 e dom. 4 ore 16.15 e 21.15 

 Labrys

Kitsch&Tonic-Una commedia Liscia | Gasata | Frizzante
Con Maura Bertoia, Simone Giacobbe, Francesca Minelli, Maurizio Panfilo, Carlotta Rovaris e Giuseppe Pelagalli
Regia di Piera Mungiguerra
 
Prendete una piccola villettina in periferia, un moderno appartamento in centro e una lussuosa villa fuori città. Aggiungete una coppia esageratamente eccentrica, una in procinto di autodistruggersi e una particolarmente cinica. Riempite con acqua di seltz, una spruzzata di polish, una manciata di pillole, una spolverata di ironia, qualche inconveniente e, mi raccomando, non dimenticate il gin. Mescolate il tutto versando tre disastrose vigilie di Natale consecutive e otterrete uno spettacolo fortemente frizzante, dal carattere robusto e capace di sprigionare grosse risate, anche in piccole quantità. Da vedere responsabilmente. 
 

 

8,9-10ore 21.15 e dom. 11 ore 16.15

Quinte di carta e Studio Empact

L’uomo dal fiore in bocca di Luigi Pirandello

con Stefano Fiorentino e Santino Preti

regia di Stefano Mariaelio

È un colloquio fra un uomo che si sa condannato a morire fra breve, e per questo medita sulla vita con urgenza appassionata, e uno come tanti, che vive un'esistenza convenzionale, senza porsi il problema della morte. ll protagonista è un uomo malato di tumore e prossimo alla morte; questa sua situazione lo spinge a indagare nel mistero della vita e a tentare di penetrarne l'essenza. Per lui tutti i particolari e le cose, insignificanti agli occhi altrui, assumono un valore diverso. L'altro personaggio è un avventore del caffè della stazione, un uomo qualsiasi, che la banalità della vita quotidiana hanno reso scialbo, piatto e vuoto a tal punto che il dialogo tra lui e il protagonista finisce col diventare un monologo  quando quest'ultimo gli rivela il suo terribile segreto. La morte prevista e la morte imprevista. Quando l'individuo - sulla strada della morte -  osserva la vita, anche i gesti quotidiani insignificanti acquistano un valore vitale. La vita non la si conosce, però si sente il bisogno di viverla  e disprezzarla quando la morte è prevista, in modo da potersene andare con meno dolore. 

 

                                   Sala dodici
 
16-17 ore 21.15 

Ginnungagap  
Lor Ga Na Crur  di  e con Paolo Spaziani 
per la  regia di Letizia Corsini
In principio (?!) era l’A.A. (Arte Anarchica) come svolta oltre binari e traversine, snodi & sviluppi previsti, un’arte che rigetti archìe e prosieguo, che ci faccia recuperare il caos, solo lì tutto potrebbe tornare in gioco. Il teatro come puro incresparsi del fugace, la poesia come oralità pura, un’oralità soprattutto letale, che (soavemente) assassini subito ogni inizio e ogni fine. Questa A.A. capace finalmente di farci fuggire via da questa vita, così antiveduta, così tristemente carceraria. Verso l’Altrove? O l’Immediato?

 

 Sala cinquanta

!!!ANNULLATO E RIPROGRAMMATO!!!

                                                          !!! DAL 5 ALL'8 APRILE!!!

 

22,23-24  ore 21.15  e dom. 25 ore 16.15

Lost theatre company

C'era una volta Da Martin McDonagh 
Con Gianluca Sollazzo e Vincenzo Paladino
Regia di Riccardo Italiano 
Katurian e Michal sono due fratelli. Il primo è uno scrittore di racconti che spesso parlano di violenza sui bambini. Il secondo è mentalmente disabile. 
“Inside the pillowman” indaga il rapporto tra i due fratelli, sullo sfondo di omicidi e vicende oscure.
Liberamente ispirato a "The Pillowman" di Martin McDonagh, capolavoro scuro e tortuoso, assolutamente indimenticabile.
In uno stato totalitario non ben definito, lo scrittore Katurian, autore di racconti horror e il fratello Michael, mentalmente ritardato, vengono arrestati e interrogati. Il contenuto dei racconti di Katurian sembra essere incredibilmente simile all’omicidio di tre bambini. I due fratelli, rinchiusi in una cella, nell’attesa di essere sommariamente giustiziati dai poliziotti, si confrontano con la sconvolgente realtà dei fatti accaduti e con la crudeltà di un passato che torna a tormentarli. Un drammatico epilogo spezzerà le loro vite.
                                        
                                        Sala cinquanta
 
26,27,28 ore 21.15
Ariston Productions
Pagliacci, il clown triste Scritto e diretto da  Alessandro Carnevale e Luca Creta
Con Andrea Salierno e Elisa Giorgio  -Musiche originali di Karina Stadè
Narra la vicenda di due giovani artisti alle prese con l’allestimento  del loro nuovo spettacolo. Alla ricerca dell’ispirazione, i due si ritroveranno all’interno di una bottega, scoprendone i segreti e i misteri. A vestire i panni dei due protagonisti Andrea Salierno e Elisa Giorgio. La pièce è tratta dal cortometraggio “Pagliacci: storia immaginaria di un clown triste” scritto e diretto da Alessandro Carnevale e narrato da David Suchet, attualmente in concorso per i David di Donatello 2018.
 

 Marzo

 

Sala cinquanta

 

1,2,3 ore 21.15 e dom.4 ore 16.15  Repliche annullate

 
8,9,10 ore 21.15 e dom. 11 ore 16.15 repliche confermate

 

Quinte di carta e Studio Empact

Indagine nella città dei peccati nascosti regia di Stefano Marielio

Con Santino Preti, Stefano Fiorentino, Mauro Negri,

E’ l’inchiesta di un commissario su un caso di presunte molestie sessuali subite da un bambino. In scena agiscono il giudice e la sua famiglia, l’accusato, la vittima e la sua famiglia, una psicopedagogista e il didascalista (narratore), voce dentro e fuori dalla storia, che la racconta, la osserva, vi agisce e quindi, a volte, la modifica. In scena è anche la città, gli spettatori, che sono chiamati in causa a giudicare, ad interrogarsi sulla validità del proprio sguardo e sulla natura stessa del mezzo, del teatro.Le incertezze dominano il gioco investigativo, alla ricerca non di un territorio franco, ma dello sguardo dello spettatore, guidandolo ad osservare le perversioni suscitate dall’anonimato urbano e quelle che alimentiamo noi stessi, protetti da un’idea puramente formale di ordine sociale.

 “Su come si forma e su come ammala il linguaggio”, perché il linguaggio è un corpo vivo, può ammalarsi ed ammalare la realtà. Una cosa è il nome che decidiamo di darle. La Verità è questo: ciò che noi desideriamo sia, ciò che noi temiamo sia. A perdere in questo gioco, sono coloro che non possiedono gli strumenti per dominare il linguaggio: i più poveri, i più piccoli.

 

 
17- 18 ore 21.15 

Quinte di carta e Studio Empact

L’uomo dal fiore in bocca di Luigi Pirandello

con Stefano Fiorentino e Santino Preti

regia di Stefano Mariaelio

È un colloquio fra un uomo che si sa condannato a morire fra breve, e per questo medita sulla vita con urgenza appassionata, e uno come tanti, che vive un'esistenza convenzionale, senza porsi il problema della morte. ll protagonista è un uomo malato di tumore e prossimo alla morte; questa sua situazione lo spinge a indagare nel mistero della vita e a tentare di penetrarne l'essenza. Per lui tutti i particolari e le cose, insignificanti agli occhi altrui, assumono un valore diverso. L'altro personaggio è un avventore del caffè della stazione, un uomo qualsiasi, che la banalità della vita quotidiana hanno reso scialbo, piatto e vuoto a tal punto che il dialogo tra lui e il protagonista finisce col diventare un monologo  quando quest'ultimo gli rivela il suo terribile segreto. La morte prevista e la morte imprevista. Quando l'individuo - sulla strada della morte -  osserva la vita, anche i gesti quotidiani insignificanti acquistano un valore vitale. La vita non la si conosce, però si sente il bisogno di viverla  e disprezzarla quando la morte è prevista, in modo da potersene andare con meno dolore. 

 Sala cinquanta

 
24, ore 21.15 e 25 ore 16,15

Giuffra&Rosa        

                                     

Ansia, amore, amicizia e altre amenità di e con Carlo Giuffra e Giorgio rosa

Regia di   C. Giuffra  e  G. Rosa   

Due amici ultracinquantenni, senza volerlo si confrontano con leggerezza  in un bilancio, apparentemente provvisorio, sui rapporti

con l'universo femminile, partendo dalla mamma fino agli inevitabili fallimenti amorosi.

     Anche il rifugio nel sentimento dell'amicizia li definisce, in fondo, come due Peter Pan che non possono vivere all'interno di steccati, spingendosi a volte verso realtà ai limiti della decenza.

     Uno spettacolo che, con il pretesto di aver da ridire sugli atteggiamenti, sui comportamenti delle donne e sul tema dell’amicizia, attraverso un sentiero a volte comico, a volte poetico e con un richiamo al teatro-canzone milanese, invita il pubblico a riflettere sorridendo sull'incapacità di capire ed accettare le reciproche differenze, mettendo in evidenza le ansie e le debolezze degli uomini.

 

 

Aprile

 

 Sala cinquanta

 

 5,6,7 ore 21.15 e dom. 8 ore 16.15

Lost theatre company

C'era una volta Da Martin McDonagh 
Con Gianluca Sollazzo e Vincenzo Paladino
Regia di Riccardo Italiano 
Katurian e Michal sono due fratelli. Il primo è uno scrittore di racconti che spesso parlano di violenza sui bambini. Il secondo è mentalmente disabile. 
“Inside the pillowman” indaga il rapporto tra i due fratelli, sullo sfondo di omicidi e vicende oscure.
Liberamente ispirato a "The Pillowman" di Martin McDonagh, capolavoro scuro e tortuoso, assolutamente indimenticabile. In uno stato totalitario non ben definito, lo scrittore Katurian, autore di racconti horror e il fratello Michael, mentalmente ritardato, vengono arrestati e interrogati. Il contenuto dei racconti di Katurian sembra essere incredibilmente simile all’omicidio di tre bambini. I due fratelli, rinchiusi in una cella, nell’attesa di essere sommariamente giustiziati dai poliziotti, si confrontano con la sconvolgente realtà dei fatti accaduti e con la crudeltà di un passato che torna a tormentarli. Un drammatico epilogo spezzerà le loro vite.

 

 

 

Sala cinquanta

 

 

13-14-ore 21.15 e 15 ore 16.15

Cheproblemacè

Le regole dell’amore perfetto – A volte le cose sono più semplici di quello che sembra.. di Federica Cremascoli
Progetto e regia di Gianluca Fiorentini
Con Selin Sadi, Eliana Bertazzoni, Pasquale Savarese, Gianluca Fiorentini, Francesca Mattioli, Laura Tronconi,Alessandro Fortarezza,Simone Goracci, Alessandra Chianura, Micaela Turrisi
Una commedia brillante, divertente e dissacrante sui rapporti tra uomo e donna e sulle presunte regole per trovare l’amore vero, quello con la A maiuscola. Una serie di storie che si intrecciano, rapporti difficili e storie apparentemente molto solide che finiscono in maniera sorprendente. Solo per arrivare a capire che queste regole, forse, non esistono.
Storie che si intrecciano in una commedia brillante, dissacrante sui rapporti tra uomo e donna e sulle presunte regole per trovare l’amore vero, quello con la A maiuscola.
 

 

 19,20,21ore 21.15 e dom. 22 ore 16.15 

Quinte di carta e Studio Empact 

L’uomo dal fiore in bocca di Luigi Pirandello

con Stefano Fiorentino e Santino Preti

regia di Stefano Mariaelio

È un colloquio fra un uomo che si sa condannato a morire fra breve, e per questo medita sulla vita con urgenza appassionata, e uno come tanti, che vive un'esistenza convenzionale, senza porsi il problema della morte. ll protagonista è un uomo malato di tumore e prossimo alla morte; questa sua situazione lo spinge a indagare nel mistero della vita e a tentare di penetrarne l'essenza. Per lui tutti i particolari e le cose, insignificanti agli occhi altrui, assumono un valore diverso. L'altro personaggio è un avventore del caffè della stazione, un uomo qualsiasi, che la banalità della vita quotidiana hanno reso scialbo, piatto e vuoto a tal punto che il dialogo tra lui e il protagonista finisce col diventare un monologo  quando quest'ultimo gli rivela il suo terribile segreto. La morte prevista e la morte imprevista. Quando l'individuo - sulla strada della morte -  osserva la vita, anche i gesti quotidiani insignificanti acquistano un valore vitale. La vita non la si conosce, però si sente il bisogno di viverla  e disprezzarla quando la morte è prevista, in modo da potersene
andare con meno dolore.

 

 

 Sala cinquanta

 

 

26-27-28 ore 21.15 e dom. 29 ore 16.15

Le Levissime

Lo psichiatra di Walt Disney Scritto e diretto da Cosimo Argentina
con Rita Troiani, Stella Marcantoni, Rossella Radice, Tiziana Russo, Teresa Quercia; Rosy Schipani, Loredana Pirola e con Cosimo Argentina
In un mondo travolto dalla depressione e dall’insoddisfazione, ognuno di noi è a rischio esaurimento. Nascono così centri di ascolto e studi per la cura della psiche dedicati agli atleti, ai cani, ai gatti, ai mangiatori di fuoco… L’anticamera della follia ha una porta sempre aperta. Un gabinetto psichiatrico gestito da un eccentrico dottore e da una solerte e rigorosa assistente è specializzato nel curare le turbe che aggrediscono la mente e la vita di personaggi che appartengono al colorato mondo dei cartoon. Cappuccetto Rosso, Cenerentola, la Sirenetta e molti altri: non si salva nessuno. Tutti in ginocchio, tutti inquinati dalla vita. Non si può immaginare quanto si possa soffrire per strappare un sorriso a un bambino.   

 

  Sala cinquanta

 

 Maggio 

 
3.4-5- ore 21.15 e dom.6 ore 16.15

Compagnia dei giocatori

La Nonna (la nona) di Roberto Cossa

regia di Carlos Maria Alsina, assistente alla regia PaoloPio

con Roberto Bonavita, Giovanni Casalucci, Paola Gallo, Carlo Tedeschi, Bianca Ramadori, Alice Beretta e Paolo Pio

Rappresentato per la prima volta a Buenos Aires nel 1977 e pubblicato solo tre anni più tardi, è il testo più noto e maggiormente rappresentato di Roberto Cossa.

Trattasi di una tragicommedia d’impronta grottesca, in cui si descrivono le vicissitudini di una semplice famiglia di emigranti, la quale cerca in qualche modo di sbarcare il lunario tra umili lavori e arditi espedienti. Al centro delle preoccupazioni di tutti c’è la Nonna, un’ultracentenaria arzilla e dall’appetito insaziabile che tiene sotto scacco i membri della famiglia, obbligandoli a lavorare e a dilapidare tutti i loro averi per soddisfare la propria fame. Tra situazioni surreali e soluzioni dagli esiti imprevedibili cui i protagonisti ricorrono per placare la cocciuta vecchietta,

si giunge ad un finale inatteso ma inevitabile. Quella che ad una prima lettura reca i germi di una commedia potenzialmente brillante, in realtà fin dalle prime battute mostra un’indagine di come taluni disequilibri esistenti nella vita privata possano condizionare fortemente quella sociale e lavorativa di ciascuno di noi. Tuttavia questo è il tema solo più superficiale della pièce che, essendo improntata su una matrice fortemente metaforica, giunge a mettere a nudo quesiti e considerazioni che toccano varie problematiche quali quelle del conflitto generazionale, dell’ingordigia e degli egoismi sia privati che sociali e, soprattutto, di come certo potere, amministrando con avidità e autoreferenzialità le vite della gente comune, possa condurre alla rovina intere comunità. Ecco quindi che vediamo incarnarsi nella Nonna non solo le derive e le distorsioni di un modello capitalistico che spesso antepone i consumi a qualsiasi altro valore di convivenza, acuendo le discriminazioni e accentuando i conflitti, ma anche la gestione della cosa pubblica improntata sulla bulimia finanziaria che, in assenza di un vero progetto sociale, annulla le possibilità di crescita delle nuove generazioni e il patto di convivenza tra padri e figli. Tutti temi quanto mai vivi e attuali anche dopo quarant’anni che “la Nonna” fu concepita.

 

10-11-12 ore 21.15 e dom.13 ore 16.15
LM&co- Non è mai troppo tardi
153 grossi pesci - La storia di Lia ed Ester di Lucia Marino
con Imma Gioino, Paola Esposito, Lucia Marino, Elisabetta Rigamonti e Linda
e l'amichevole partecipazione di Dio
Regia di Lucia Marini e coordinamento di Caterina Scalenghe
"Cosa succederebbe se un'anziana borghese e bigotta incontrasse unapoetessa cecena appariscente e new age? E se ci si mettessero di mezzo una nipotina sveglia e dissacrante, una figlia materialista e lavolontaria di uno strano centro di rieducazione dei cristiani?La figlia vorrebbe che la mamma si prendesse una badante, la madre,orgogliosa, si rifiuta. Un malore dell'anziana signora fa scattarel'ultimatum: o badante o non vedi più tua nipote da sola! Sarà la nipote, candida e furba nello stesso tempo, a trovare la soluzione grazie a un'eccentrica e colta poetessa che la carità la vive, ma non in  chiesa..."
Una religious comedy ritmata e dai toni amari, a volte cattivi, che confronta amor bigotto e amor gioioso, fariseismo e cristianesimo. Ponendo qua e là le domande che tutti vorremmo fare a Dio e ai cristiani, provoca credenti e non credenti e chi è in ricerca.

 

 

 
24-25-26 ore 21.15 e dom.27 ore 16.15
 
VariaMente Teatro Mailò
 
Donne In Corto  drammaturgia Antonella Marrone Maria Cutugno
Regia di Maria Cutugno
con Rossella Bucci , Lucia Maiello , Antonella Marrone, Roberto Di Stano, Cristina Sali
assistenza audio e luci di Alessandra Berzoini

E' la carrellata di quattro corti teatrali che hanno come unico filo conduttore un "quotidiano viaggio alla scoperta del quotidiano" e di quanto controverso possa essere il susseguirsi di banali giorni che comportano il cambio di rotta e scelte diverse nel fondamentale viaggio della vita di ciascuno.
Negli episodi  "Sorelle" e "Dreads"(drammaturgia di Maria Cutugno) si coglie in uno il dramma dello scontro-- incontro tra sorelle, mentre nell' altro il rancore di una ragazza oramai donna che cerca di evadere dalla quotidianità che la costringe a mettere da parte i sogni per vivere una cruda e povera realtà.
"Aspira il Mare" e "L’uomo addosso" (drammaturgia di Antonella Marrone) colgono gli aspetti più controversi dell’universo femminile legato costantemente a quello maschile. In uno  la protagonista, una giovane ragazza, vive il rancore costante con il fratello a suo dire colpevole di aver provocato la morte del padre e si confida con una sconosciuta incontrata per caso. Nell'altro  invece, il protagonista è l’uomo che nel quotidiano scorrere degli eventi scopre e riscopre le donne più importanti della sua vita.
In Sedie e Telefono – (drammaturgia di Antonella Marrrone) , si indaga la complessità dell’ambiente lavorativo nello svolgersi quotidiano.Il confronto è diretto : lo stesso punto di vista e la stessa quotidianità è vissuta a specchio dall’uomo e dalla donna. Ma la differenza in cosa si coglie ?

 

 

 

 

 

 
 
 
 
   
 
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